Graduation Thesis/Tesi di Laurea

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Antonino Saggio I Quaderni

UGL™

 

Sapienza, Università di Roma, Facoltà di Architettura L. Quaroni 2010

UrbanGreenLine. Via Latina Roma
Stazione al Parco della Caffarella e Centro per la conservazione delle Biodiversità Vegetali

Michela Damiani AA 09-10 discussa Ottobre 2010 Relatore A. Saggio


Lungo il bordo del Parco della Appia Antica, lungo la storica Via Latina, il progetto ricava una stazione della UGL™ che in questo tratto ha un binario sotterraneo. Lo scavo consente di dare sistemazione ai resti archeologici e di accedere ad un nodo informativo per la visita al Parco. Il progetto è completato con leggere strutture parzialmente ipogee che creano una sistemazione paesaggistica e funzionale per la fruizione della grande risorsa archeologica e naturale del bellissimo Parco da parte dei cittadini.

MICHELA DAMIANI
Advisor A. Saggio.
 

 

La Valle della Caffarella (si estende per ca 339 ha) è compresa tra le Mura Aureliane, la Via Latina, la via dell’Almone e la via Appia e costituisce l’ingresso principale e privilegiato al Parco dell’Appia Antica che rappresenta il complemento di coesione funzionale e visivo con il Parco dei Fori, più a nord.
Vero e proprio cono verde a scala metropolitano, esso infatti dalla campagna romana penetra all’interno della città, fino a lambire il centro storico, inserendosi in un sistema più ampio di vuoti ecologici sparsi all’interno della città di Roma, le cui caratteristiche peculiari riguardano non solo il fatto che siano importanti aree verdi, ma che mantengano forti i caratteri del vecchio agro romano e importanti resti archeologici.
Il territorio della Caffarella offre inoltre un interessante approccio didattico alla storia geologica di Roma, in quanto sono ancora leggibili le vicende geologiche che hanno portato alla deposizione dei terreni nei quali si sviluppa la Città.
Inoltre la sua storia parte dall’epoca romana, durante la quale la Valle per le sue caratteristiche naturalistiche, un luogo privilegiato di culto, passa per il tardo Medioevo, fino ad arrivare ai primi anni del secolo in cui sono emersi gli aspetti agricoli produttivi.
A conferma della vocazione agricola dell’area vi è la presenza di un elevato numero di casali medievali e moderni.
La storia dell’occupazione umana della Valle della Caffarella non presenta interruzioni dall’età pre romana ed arcaica ai giorni nostri.
Il vero e proprio progetto dunque prende le mosse dalle fondanti ricerche a livello geologico -morfologico e storico.
Due sono i punti cardine della “Stazione al Parco della Caffarella e Centro per la conservazione delle Biodiversità Vegetali”:
Il primo è la riqualificazione della Via Latina, per la quale si intende mantenere e potenziare la forte valenza storica (nel progetto essa diventerà un vero e proprio museo all’aperto) ma nel contempo farla ricadere nel concettosi GREEN – WAY, e sull’importante e basilare inserimento in essa di un percorso tranviario.Tutto ciò a seguito di una ricerca inerente la realizzazione e l’uso di Green – Way in città come Filadelfia, Boston e Los Angeles, e di un’ ultima tendenza delle città europee ad un ritorno al tram.
Il secondo punto fondante il progetto comprende una serie di elementi architettonici che cercano di seguire ed assecondare l’orografia del terreno divenendo talvolta punti di contatto con la città e l’anello verde della green line e della fermata del tram, altre volte dei servizi connessi alle diverse attività che si svolgono all’interno del parco stesso (area museale, nolo bici, pista ciclabile, info point, attività teatrali) ed in fine un nucleo a sé stante di architetture che comprendono una serie di laboratori di ricerca ed una serra per la salvaguardia, lo studio e la rigenerazione della specie vegetali autoctone o comunque caratterizzanti l’agro romano. In ultimo, non certo per importanza, un nucleo di edifici in cui vengono ad essere inserite attività di culturali (biblioteca, mediateca, sala conferenze). Obbiettivo primario del progetto è dunque quello di potenziare e valorizzarle attività che già si svolgono all’interno del parco. Sostanziandole di valenze, archiettonico e paesaggistiche pensate lungamente per essere inserito con equilibrio in un cosi delicato contesto, ma indispensabili a conferire nuovo valore civile ed incrementare le potenzialità dell’area. L’arrivo lungo la Via Latina della UGL™ così da un a parte non modifica la situazione carrabile esistente, interrando un binario, e ricavando il secondo nella zona del marciapiede, determina l’occasione di un accesso ipogeo con una valorizzazione museale dei resti e innesta micro progetti ambientali e architettonici per la valorizzazione della soglia di contatto tra la città e il Parco.

Studiando la situazione dell’habitat residuale nella zona sud-ovest di Roma si nota che il parco delle Caffarelle possa essere inteso come frammento grande abbastanza da diventare un’area sorgente di specie animali e vegetali. Si distinguono inoltre due frammenti più piccoli che essendo circondati da una matrice antropizzata possono essere definite come isole ecologiche. Il percorso della UGL a questo punto può essere visto anche come un corridoio ecologico che connette l’area sorgente alle isole.
Come Localizzazione per il museo della storia del tram si sceglie un tratto simbolico del percorso della linea tramviaria. Una trincea scavata per il passaggio delle rotaie e poi abbandonata dopo il declino della rete tramviaria a Roma e che oggi riutilizzata a questo scopo può diventare una metafora educativa del riuso delle aree grigie nella città. La trincea, invece di una barriera, si trasforma così in una risorsa e in un momento di rivitalizzone e connessione per la zona.
Per ricucire la trincea si usa un pattern il più possibile naturalistico servendosi di uno script che utilizza tecniche di flock behavior (stormo) e di automa cellulare. La configurazione finale del pattern è controllata parametricamente da attractor che diventano nel progetto veri e propri punti fisici di organizzazione del parco.
Lo spazio interno del Museo del Tram viene configurato con il principio del comportamento emergente dei sistemi complessi. Delle cellule che rappresentano funzioni diverse si collocano nello spazio dando vita alla fine a una configurazione auto generata e imprevedibile nello stato iniziale. Questo sciame di cellule seguendo solo quattro semplicissime regole riesce a distribuirsi in una maniera che sarebbe impossibile da calcolare dalla singola cellula. La densità e il peso delle cellule deformano poi un piano orizzontale che una volta sezionato ogni cinque metri in ogni direzione, crea lo spazio interno del museo che ricordando naturalmente processi orografici e naturali a nostro avviso da una interessante ambientazione per la funzione prevalente e allo stesso tempo garantisce la continuità del parco in superficie.

 

MichelaDamianiAntoninoSaggio2010

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This thesis is part of the general approach and research philosophy illustrated in these two books (pdf downLoad or print and delivery world wide)

UrbanVoids is the book that explains the urban infill strategy to which this project belong to.

Roma a_venire is the book that collects twenty and more design projects and explains the overall urban, social and design strategy to which this project belongs to.

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